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La Casa di Giusy

Immagina di essere un papà o una mamma, e scoprire un giorno la malattia di tuo figlio.
Immagina di non sapere cosa fare e come fare.
Immagina di essere costretto a trasferirti lasciando tutto e non sapere dove dormire.

La Casa di Giusy offre a Cosenza accoglienza ai familiari di tutti i pazienti ricoverati all’ospedale dell’Annunziata, dando priorità ai reparti del dipartimento materno-infantile: pediatria, chirurgia pediatrica, neonatologia e ostetricia.
La casa è composta da 10 stanze con bagno incluso, un grande salone per gli ospiti e una cucina comune.

Dal 2003 l’associazione ospita famiglie, condividendo gioie, dolori, sorrisi e pianti, con un unico obiettivo: farle sentire #comeacasa.

Con una donazione dedicata alla nostra associazione renderai possibile tutto ciò.
Perché quando si ammala un bambino si ammala tutta la famiglia.

Sostieni vicini e lontani

Quando un bambino si ammala in Calabria, la famiglia non combatte solo contro il cancro, ma anche contro un sistema che li spinge a trasferirsi completamente per un periodo di tempo sconosciuto.
Lasciare tutto: lavoro, scuola, amici, parenti, familiari… per quanto tempo? Non si sa.

Secondo una statistica AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) del 2024, 3 famiglie calabresi su 4 sono costrette a emigrare per garantire le cure ai propri figli.

Davanti a quel 75,1% di famiglie costrette ad andare via, noi non restiamo a guardare. La nostra associazione è il punto di riferimento per chi deve abbandonare tutto per salvare il proprio figlio.
Insieme ai nostri volontari forniamo accoglienza, sostegno e supporto logistico e morale, a chi ha avuto la “sfortuna” di nascere nella regione sbagliata.

Con una donazione all’Associazione Gianmarco De Maria rendi possibile il nostro supporto in questi viaggi della speranza.
Perché la povertà o la distanza non devono mai essere un ostacolo alla guarigione.


L’Ingiustizia Geografica: Il Caso del Mezzogiorno

Esiste un “gap” che uccide più della malattia stessa. Nei territori con scarso accesso a diagnosi tempestive e cure d’eccellenza, la possibilità di sopravvivenza crolla di un ulteriore 20%.

Questa è la realtà dei paesi dell’Est Europa, ma anche del nostro Mezzogiorno, con una criticità estrema in Calabria.

Il Dramma nel Dramma

Per una famiglia calabrese, il cancro di un figlio non è “solo” una battaglia medica, ma diventa:

  • Migrazione sanitaria: L’obbligo di abbandonare casa, affetti e lavoro per cercare cura altrove. Se hai un lavoro a tempo indeterminato bene… altrimenti?
  • Solitudine istituzionale: Un sistema sanitario locale che non riesce a dare risposte.
  • Povertà sociale: Un tessuto già fragile che si impoverisce ulteriormente sotto il peso della trasferta forzata.
  • Una spesa anche per la nostra regione: Per ogni famiglia che deve curarsi fuori, la nostra regione paga la cura nei vari ospedali d’Italia.

Chi sono i “Pazienti Invisibili”?

Da 22 anni, la nostra Associazione lotta per chi resta nell’ombra. Perché quando un figlio si ammala, si ammala tutta la famiglia. Genitori, fratelli, sorelle, nonni: diventano tutti pazienti. Pazienti che soffrono, ma che per il sistema restano spesso invisibili.

Quando curi una malattia puoi vincere o perdere. Quando ti prendi cura di una persona, vinci sempre
-Patch Adams